Sei Nevrotico? Te lo dice Facebook!

Facebook è un mezzo con cui sfogare le proprie nevrosi? Forse sì, secondo lo psicologo Sverker Sikström dell’Università di Lund, in Svezia, che ha svolto uno studio per dimostrare come sia possibile individuare tratti nevrotici degli utenti facebook basandosi solo su quello che traspare della loro vita sul social più famoso al mondo.

La creatura di Zuckerberg è già da anni un laboratorio virtuale dove sociologi e psicologi trovano terreno fertile per le loro ricerche. L’obiettivo di Sikström era quello di individuare una determinata serie di nevrosi, definite in psicologia “Triade Oscura“, composta da narcisismo, in cui si sovrastimano le proprie capacità, psicopatia, la tendenza a focalizzarsi del tutto sui propri desideri mettendo in secondo piano gli altri, e machiavellismo, cioè la scarsa emotività, tendenza all’asocialità e un agire fuori della morale comune.

Facebook: nevrosi
Facebook: nevrosi

Lo studioso ha sottoposto 300 volontari ai test standard per identificare i tratti caratteristici di questo tipo di nevrosi e li ha confrontati con gli ultimi 15 aggiornamenti di status che i partecipanti avevano scritto sul proprio profilo Facebook. Grazie a un algoritmo che mette in relazione le singole parole e i risultati dei test standard, è stato possibile individuare i tratti nevrotici in base agli aggiornamenti online.

Danilo Garcia, parte dell’equipe di ricerca, ha spiegato: “Questo studio suggerisce che comportamenti come auto-promozione, distacco emotivo, doppiezza e aggressività, vengono espressi quando gli individui condividono contenuti o si esprimono per iscritto su Facebook. Gli aggiornamenti di stato che indicavano tratti psicopatici possono, per esempio, interessare prostitute, decapitazione, pornografia e assassinii. Le persone con personalità narcisistica tendono a enfatizzare le proprie caratteristiche positive affermando, ad esempio, che gli altri non comprendono cosa sia la vera felicità. Inoltre è possibile individuare tratti della personalità nevrotica, strettamente connessi alla quantità di amici e alla frequenza con cui vengono postati i contenuti”.

L’individuazione delle caratteristiche psicologiche negative funziona. Ma il sistema non è in grado di selezionare i tratti positivi come coscienziosità, franchezza ed estroversione. Una delle possibili ragioni per spiegare questo “gap” potrebbe essere nella natura alla base di Facebook: la predominanza di un atteggiamento competitivo nei confronti degli altri, che potrebbe portare a dare il peggio di sé.